Imposta di soggiorno a Gallipoli: la guida per chi affitta
L'imposta di soggiorno non è tua: la paga il turista, tu la incassi per conto del Comune e poi gliela versi. Nel mezzo hai obblighi precisi, e responsabilità che restano tue anche quando l'ospite non collabora.
Hai anche un diritto che quasi nessuno conosce: chi fa tutto in regola può farsi riconoscere un rimborso sulle somme versate.
Quando si applica e per quante notti
A Gallipoli l'imposta non si paga tutto l'anno. Si applica ai soggiorni dal 1 aprile al 31 ottobre. Fino al 2020 la finestra era più stretta, dal 1 giugno al 30 settembre: è stata allargata perché la stagione turistica ormai comincia prima e finisce dopo.
Il limite delle sette notti
Si paga per un massimo di sette pernottamenti consecutivi. Dall'ottava notte in poi l'ospite non versa più nulla.
Il limite vale anche se il soggiorno prosegue in strutture diverse, ed è il punto che genera più confusione. Se un ospite ha già dormito tre notti altrove e poi arriva da te, tu gliene fai pagare quattro, non sette. La prova però spetta a lui: deve consegnarti la ricevuta dell'imposta già pagata al gestore precedente, e i pernottamenti devono essere consecutivi, senza interruzioni.
La riduzione di aprile, maggio e ottobre
Nei mesi di spalla la tariffa è più bassa: per aprile, maggio e ottobre il regolamento prevede una riduzione rispetto alla misura ordinaria di ciascuna tipologia di struttura.
Quanto si paga e chi è esente
Non c'è un importo unico per tutta la città. La tariffa è graduata per tipologia di struttura ricettiva, quindi un albergo e una casa vacanza applicano cifre diverse.
Gli importi li fissa il Consiglio Comunale con una delibera, entro il termine di approvazione del bilancio di previsione. E c'è una regola che conviene conoscere: se il Comune non interviene con una nuova delibera, le tariffe si intendono prorogate di anno in anno. Non dare per scontato che siano cambiate, ma nemmeno che siano rimaste uguali: la cifra da applicare si controlla sulla delibera in vigore e sul portale del Comune.
Le esenzioni
L'articolo 4 del regolamento comunale prevede esenzioni e riduzioni per alcune categorie. Non sono mai automatiche e non bastano le parole dell'ospite: il diritto va documentato con una certificazione idonea. Senza documento, l'imposta si riscuote per intero. L'elenco aggiornato delle categorie è nel regolamento del Comune.
Cosa devi fare, in ordine
Informare l'ospite
Prima dell'arrivo, attraverso i tuoi canali: che l'imposta esiste, quanto costa per la tua struttura e quali sono le esenzioni.
Riscuotere e dare quietanza
La ricevuta è obbligatoria. Va bene quella generata dal portale, il modello del Comune oppure un'annotazione sulla fattura.
Comunicare le presenze
Entro la fine del mese successivo: quanti hanno pernottato, per quanto tempo e, a parte, chi aveva diritto all'esenzione.
Versare al Comune
Non ogni mese: il versamento è trimestrale, con tre scadenze fisse durante l'anno.
Sul punto 2 c'è un dettaglio che semplifica la vita con famiglie e comitive: se paga un componente del nucleo familiare o il capogruppo, il versamento vale per tutti.
Le tre scadenze dei versamenti
| Presenze del periodo | Versamento entro il |
|---|---|
| Aprile, maggio, giugno | 31 luglio |
| Luglio, agosto, settembre | 31 ottobre |
| Ottobre, novembre, dicembre | 31 gennaio |
Sull'ultimo trimestre, per non confondersi: il periodo di riferimento è ottobre-dicembre, ma l'imposta si applica soltanto fino al 31 ottobre. Nella pratica quel versamento riguarda le presenze del solo mese di ottobre.
Attenzione a non confondere questo adempimento con la comunicazione mensile dei flussi turistici alla Regione, che è una cosa diversa, ha un altro portale e un'altra scadenza: ne parliamo nella guida su SPOT.
Il portale Pegaso
Non si fa niente su carta libera. Il Comune di Gallipoli usa Pegaso St@y Tourist, un applicativo web dal quale si comunicano le presenze, le date di arrivo e partenza e l'imposta riscossa, e dal quale si genera la quietanza da consegnare all'ospite.
La pagina pubblica è gallipoli.impostasoggiorno.it.
Una cosa che vale la pena sapere e che rende il check-in più tranquillo: il gettito dell'imposta ha una destinazione vincolata. Finanzia interventi per il turismo, la promozione del territorio, la manutenzione dei beni culturali e ambientali locali e i servizi collegati. Dirlo all'ospite che storce il naso, con una frase, di solito basta.
Il rimborso che spetta ai gestori
Riscuotere un tributo per conto del Comune è un lavoro, e il Comune lo riconosce. Dal 2020 è prevista una compartecipazione alle spese sostenute per l'incasso, nella misura massima del 5% delle somme riversate. Prima di quell'anno era il 4%.
Non è automatica. Spetta a chi ha adempiuto correttamente agli obblighi del regolamento e non ha pendenze, a qualsiasi titolo, verso il Comune di Gallipoli. Chi salta le scadenze o ha arretrati aperti la perde.
È il motivo più concreto per cui conviene essere puntuali: le comunicazioni e i versamenti fatti nei tempi non sono solo un obbligo, sono la condizione per avere indietro una parte di quello che hai anticipato in tempo e lavoro.
Se l'ospite si rifiuta di pagare
Capita, e più spesso di quanto si creda. Tu non hai nessun potere di obbligarlo, ma hai una procedura da seguire, ed è quella che mette in chiaro la tua posizione.
Compili una dichiarazione di omesso versamento usando la modulistica predisposta dal Comune, e la fai sottoscrivere all'ospite: con la firma è lui a mettere per iscritto di non aver pagato.
Se rifiuta anche di firmare, invii lo stesso la dichiarazione al Comune, dando conto del mancato pagamento e del rifiuto di firma. Da lì in avanti l'accertamento nei confronti dell'ospite spetta al Comune.
La cosa da non fare è lasciar perdere senza scrivere niente: la procedura esiste proprio per questo, e seguirla è quello che distingue un mancato incasso documentato da un ammanco senza spiegazione.
Domande frequenti
Dipende dalla tipologia di struttura: la tariffa è graduata e non è uguale per tutti. L'importo in vigore lo fissa il Consiglio Comunale e si trova nella delibera aggiornata e sul portale del Comune. Se non viene modificata, la tariffa dell'anno precedente resta valida.
Per un massimo di sette pernottamenti consecutivi. Dall'ottava notte l'ospite non paga più. Il limite vale anche se il soggiorno prosegue in una struttura diversa: in quel caso è l'ospite che deve consegnarti la ricevuta dell'imposta già pagata, e le notti devono essere consecutive.
No, solo per i soggiorni tra il 1 aprile e il 31 ottobre. Fino al 2020 il periodo era più corto, da giugno a settembre. Ad aprile, maggio e ottobre è prevista una riduzione rispetto alla tariffa ordinaria di ciascuna tipologia.
Le esenzioni e le riduzioni sono elencate all'articolo 4 del regolamento comunale. Non sono automatiche: l'ospite deve presentare una certificazione idonea. Senza documento, l'imposta va riscossa per intero. L'elenco aggiornato è nel regolamento del Comune.
I versamenti sono trimestrali: 31 luglio per aprile, maggio e giugno; 31 ottobre per luglio, agosto e settembre; 31 gennaio per il trimestre ottobre-dicembre, che nella pratica significa il solo mese di ottobre. La comunicazione delle presenze va invece fatta entro la fine del mese successivo.
Compili una dichiarazione di omesso versamento con la modulistica del Comune e la fai firmare all'ospite. Se rifiuta anche di firmare, la invii lo stesso segnalando il doppio rifiuto. L'accertamento nei confronti dell'ospite spetta poi al Comune.
Sì. Il Comune riconosce una compartecipazione alle spese di riscossione, nella misura massima del 5% delle somme riversate. Spetta a chi ha adempiuto correttamente agli obblighi del regolamento e non ha pendenze verso il Comune. Prima del 2020 era il 4%.
Il conto di una stagione
Questa pagina ne racconta uno. Gli altri restano.
Più le tre scadenze dell'imposta di soggiorno e il titolo da presentare al Comune, di cui parliamo nella guida su SCIA e CIA.
Un proprietario con una ventina di arrivi in stagione, per fare un esempio, arriva a oltre cinquanta scadenze in un anno, su sistemi che non comunicano tra loro. Saltarne una non produce nessun avviso: te ne accorgi mesi dopo.
Se preferisci non pensarci
Riscuotere, dare quietanza, comunicare ogni mese, versare a trimestre e tenere nota di chi era esente: fatto per una stagione intera, è un lavoro. Noi lo facciamo tutti i giorni per i circa 35 appartamenti che gestiamo a Gallipoli. Se la tua casa è a Baia Verde, a Lido San Giovanni o al Residence Rosa Virginia, possiamo occuparcene noi.
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